Donazione Luigi Ratini
QuadernoLuigi Ratini (Trento, 8 maggio 1880 – 1° dicembre 1934) è tra i più interessanti artisti trentini a cavallo tra Otto e Novecento: attraversò in prima persona la stagione delle avanguardie, mantenendo tuttavia fede a un proprio ideale estetico e formale. La sua formazione si svolse in più tappe: dopo la Scuola civica (1891–1893) e l'Istituto industriale di Trento – lo stesso percorso di Stefano Zuech e Carlo Fait –, si trasferì a Monaco di Baviera (1899–1901), dove ebbe modo di frequentare i professori Johann Herterich e Carl Marr, e quindi a Vienna (1901–1902), iscrivendosi all'Accademia di Belle Arti. Un soggiorno all'Accademia Nazionale di Roma (1904–1905) chiuse gli anni di apprendistato. Rientrato in patria nel 1907, aprì un piccolo studio in via delle Orne (oggi via Oss Mazzurana), affermandosi ben presto come ritrattista apprezzato; parallelamente intraprese l'insegnamento nelle scuole di Trento e presso la Scuola Reale di Rovereto (1913–1915). Allo scoppio della guerra riparò in Boemia con la famiglia, trattenuto lontano dal fronte dalle precarie condizioni di salute. Rientrato in Italia, riprese l'insegnamento fino al 1921, quando scelse di consacrarsi interamente alla pittura e all'illustrazione di grandi testi epici: l'Iliade (1921–1922, editore Richardson di Parigi, 48 tavole su 144 progettate), le Metamorfosi di Ovidio (1922, 18 tavole), il Racconto della Bibbia per ragazzi (1923–1924, Mondadori, 34 tavole) e infine l'Eneide. Dagli anni Trenta le sue condizioni si deteriorarono progressivamente, dapprima a causa della tubercolosi, poi per un grave cedimento della vista.
La serie dell'Eneide
Nel 1925 Ratini si accinse a illustrare l'Eneide di Virgilio, il celebre poema del I secolo a.C. che conduce il troiano Enea dalla rovina di Ilio all'approdo nel Lazio e al duello conclusivo con Turno. Il progetto prevedeva originariamente settantanove tavole, delle quali l'artista riuscì a portarne a termine ventinove. Queste ultime compongono la serie completa conservata dall'Accademia, donata dall'autore in tre riprese – nel 1930, 1933 e 1937 – a seguito della sua nomina a Socio (come attestano le annotazioni sui frontespizi dei libri II, III e IV). Le illustrazioni, ripartite in quattro sezioni, sono il frutto dell'elaborazione calcografica dello stampatore veronese Luigi Cavadini sui disegni originali di Ratini. Sebbene questi ultimi siano andati perduti – si conservano per fortuna le preziose matrici in rame, oggi presso il Museo Provinciale d'Arte di Trento –, è possibile cogliere nell'evoluzione della serie un mutamento stilistico significativo: alle prime tavole, impostate a carboncino (in particolare le copertine e le opere AGIATI_0365–0372), subentra progressivamente un approccio per acquerelli più sciolti e rapidi (AGIATI_0373–0393, copertine escluse). Le opere "latine" di Ratini godettero di ampia notorietà e furono riprodotte in formato maggiorato nel 1980, in occasione della mostra curata da Michelangelo Lupo per il centenario della nascita dell'artista.
La serie dell'Eneide
Nel 1925 Ratini si accinse a illustrare l'Eneide di Virgilio, il celebre poema del I secolo a.C. che conduce il troiano Enea dalla rovina di Ilio all'approdo nel Lazio e al duello conclusivo con Turno. Il progetto prevedeva originariamente settantanove tavole, delle quali l'artista riuscì a portarne a termine ventinove. Queste ultime compongono la serie completa conservata dall'Accademia, donata dall'autore in tre riprese – nel 1930, 1933 e 1937 – a seguito della sua nomina a Socio (come attestano le annotazioni sui frontespizi dei libri II, III e IV). Le illustrazioni, ripartite in quattro sezioni, sono il frutto dell'elaborazione calcografica dello stampatore veronese Luigi Cavadini sui disegni originali di Ratini. Sebbene questi ultimi siano andati perduti – si conservano per fortuna le preziose matrici in rame, oggi presso il Museo Provinciale d'Arte di Trento –, è possibile cogliere nell'evoluzione della serie un mutamento stilistico significativo: alle prime tavole, impostate a carboncino (in particolare le copertine e le opere AGIATI_0365–0372), subentra progressivamente un approccio per acquerelli più sciolti e rapidi (AGIATI_0373–0393, copertine escluse). Le opere "latine" di Ratini godettero di ampia notorietà e furono riprodotte in formato maggiorato nel 1980, in occasione della mostra curata da Michelangelo Lupo per il centenario della nascita dell'artista.