Fondo XX secolo

Il fondo novecentesco raccoglie le opere realizzate nel corso del Novecento per commissione diretta dell'Accademia o nate in stretta relazione con la sua attività culturale e istituzionale. Si tratta di un nucleo eterogeneo ma coerente nella sua funzione: documentare, attraverso diversi medium e linguaggi artistici, la vita dell'istituto e le personalità che ne hanno segnato la storia.
Una parte significativa del fondo è costituita da ritratti e medaglie commemorative, tradizione che affonda le proprie radici nel fondo antico e che il Novecento proseguì affidandosi ad artisti di primo piano. Carlo Fait eseguì nel 1925 sia il modello in gesso sia la medaglia in bronzo – coniata dallo Stabilimento Johnson di Milano – in onore di Paolo Orsi, insigne archeologo e socio dell'Accademia; Giovanni Tiella realizzò nel 1955 il calco per la medaglia commemorativa dedicata ad Antonio Rosmini. Completa il ritratto pittorico del fondo il Ritratto di Bianca Laura Saibante, dipinto ad olio su tela da Alcide Davide Campestrini nel 1936.
Di particolare interesse sono i contributi di Giorgio Wenter Marini, presente nel fondo con tre opere che testimoniano il suo coinvolgimento diretto nella vita istituzionale dell'Accademia: i disegni a carboncino e pennarello Omaggio a Federico Halbherr e Omaggio a Paolo Orsi (entrambi del 1925–1926), e il progetto a matita per il Distintivo accademico dei soci (1930), documento prezioso della cura formale con cui l'Accademia sovrintendeva alla propria identità visiva.
Chiudono il fondo i bozzetti per lo stemma dell'Accademia degli Agiati eseguiti nel 1992 da Maria Stoffella Fendros – due acquerelli ritagliati e incollati su carta –, a riprova di come la committenza istituzionale si sia mantenuta viva fino alle soglie del terzo millennio, coinvolgendo artisti legati al territorio roveretano in un dialogo ininterrotto con la tradizione dell'istituto.